Quanto tempo serve per sgomberare un appartamento di 80 mq?

Pubblicato il 16/07/2026 · Sgomberi a Roma

Te la diamo subito, la risposta, senza farti scorrere mezzo articolo: per sgomberare un appartamento di 80 metri quadri a Roma serve, nella maggior parte dei casi, una giornata di lavoro. A volte basta anche meno; nei casi complicati si arriva a due. Il grosso della differenza non lo fanno i metri quadri: lo fanno il contenuto, il piano e l’accesso.

Ecco perché vale la pena leggere il resto: capire quali fattori allungano o accorciano i tempi ti permette di pianificare con precisione un rogito, una riconsegna delle chiavi o l’inizio di una ristrutturazione. E magari di guadagnare qualche ora giocando d’anticipo.

Perché i metri quadri da soli dicono poco

Ottanta metri quadri è il classico taglio romano: un trilocale con cucina, il tipico appartamento di palazzina anni Sessanta o Settanta. Ma dentro quegli 80 mq può esserci di tutto: la casa abitata fino a ieri con arredamento essenziale, oppure la casa di chi in cinquant’anni non ha mai buttato niente, con doppi armadi in ogni stanza, soppalchi pieni e ripostigli che non si chiudono più.

Il tempo di uno sgombero si misura sul volume reale da movimentare, non sulla superficie. Un trilocale minimalista si può liberare in mezza giornata; lo stesso trilocale di un accumulatore può richiedere due giornate piene e più viaggi di furgone. Per questo il sopralluogo conta più di qualsiasi tabella.

I quattro fattori che decidono i tempi

Piano e ascensore

È il fattore più sottovalutato. Un terzo piano con ascensore capiente è una passeggiata; lo stesso appartamento in una palazzina senza ascensore significa che ogni singolo mobile scende a spalla per le scale. La differenza sui tempi può essere di parecchie ore. Anche l’ascensore piccolo tipico delle palazzine romane conta: se il divano non ci entra, il divano scende per le scale.

Parcheggio e ZTL

Il furgone deve stare il più vicino possibile al portone: ogni metro in più tra il portone e il mezzo si paga in minuti moltiplicati per decine di viaggi. Nei quartieri con parcheggio difficile, e ancora di più dentro la ZTL del centro, servono permessi, orari studiati e a volte un mezzo più piccolo che fa più viaggi. Tutto tempo che si somma.

Quantità e tipo di contenuto

Oltre al volume puro, conta la natura degli oggetti. Migliaia di libri pesano e rallentano più di quanto immagini. Le cucine componibili vanno smontate. Casseforti, pianoforti e mobili di grandi dimensioni richiedono attrezzature e cautele particolari. E se durante lo sgombero va fatta una cernita fine tra “tenere” e “buttare” decisa sul momento, i tempi si allungano parecchio: la cernita fatta prima è tempo guadagnato dopo.

Cantina, soffitta e box annessi

Il classico imprevisto: “ah, ci sarebbe anche la cantina”. Locali accessori pieni possono aggiungere da qualche ora a mezza giornata. Se ci sono, dichiarali subito al sopralluogo: la cantina o la soffitta annessa cambiano squadra, mezzo e pianificazione, ed è molto meglio saperlo prima che scoprirlo il giorno stesso.

Il caso limite: la casa piena da decenni

Merita un discorso a parte la casa abitata per cinquant’anni senza mai buttare nulla, o il caso più delicato dell’accumulo compulsivo. Qui gli 80 metri quadri possono contenere il volume di tre appartamenti: pile di giornali, armadi doppi in ogni stanza, scatole sopra le scatole, percorsi ridotti a sentieri tra le stanze.

In queste situazioni le regole cambiano: la squadra viene dimensionata diversamente, i viaggi si moltiplicano e il lavoro può richiedere più giornate consecutive. Anche il sopralluogo va fatto con più attenzione, perché il volume reale si scopre solo strato dopo strato. Se è il tuo caso, non c’è nessun imbarazzo da avere: è più frequente di quanto si creda, e lo affrontiamo con discrezione e senza giudizi. L’importante è dichiararlo subito, per avere un preventivo realistico e non una brutta sorpresa a metà lavoro.

La cronologia completa: dal primo contatto alle chiavi in mano

Il tempo di lavoro è una cosa; il tempo totale della pratica è un’altra. Ecco la sequenza tipica di uno sgombero appartamenti a Roma:

  1. Contatto e sopralluogo. Ci descrivi la situazione e fissiamo il sopralluogo gratuito, di solito entro pochi giorni. Con buone foto, nei casi semplici, si può stimare anche a distanza.
  2. Preventivo. Dopo il sopralluogo ricevi un preventivo scritto e definitivo, con tempi di esecuzione indicati nero su bianco.
  3. Programmazione. Si concorda la data in base alle tue scadenze. Se c’è di mezzo un rogito o una riconsegna, si lavora a ritroso da quella data.
  4. Esecuzione. La squadra arriva al mattino, e per un 80 mq standard a fine giornata l’appartamento è vuoto. Materiali differenziati e avviati a recupero o smaltimento nei canali corretti.
  5. Riconsegna. Giro finale insieme, controllo di ogni stanza, chiavi in mano.

Dal primo contatto alla casa vuota, nella normalità dei casi, parliamo quindi di pochi giorni, non di settimane. Il collo di bottiglia, quando c’è, è quasi sempre l’agenda: la tua, quella degli altri eredi o del condominio, non quella dello sgombero in sé.

Serve più in fretta? Si può fare

Ci sono situazioni in cui i “pochi giorni” non ci sono: un compromesso saltato fuori all’improvviso, un inquilino da sostituire, un’asta, una perdita d’acqua che impone di liberare i locali. Per questi casi esiste il servizio di sgombero urgente, con sopralluogo immediato (anche su foto e video) e intervento organizzato nel minor tempo possibile, festivi compresi quando serve davvero.

L’urgenza vera si gestisce con organizzazione, non con improvvisazione: diffida di chi promette “tutto domani” senza aver visto nulla, perché di solito il conto della fretta arriva a lavoro iniziato.

Cosa puoi fare tu per accorciare i tempi

Qualche mossa concreta che vale ore di lavoro risparmiate:

  • Fai la cernita prima. Tutto ciò che vuoi tenere deve essere già identificato (meglio: già portato via) prima dell’arrivo della squadra. Decidere sul momento è il rallentatore numero uno.
  • Recupera documenti e ricordi in anticipo. La squadra può metterti da parte ciò che trova, ma la ricerca sistematica falla tu con calma, prima.
  • Segnala tutto al sopralluogo. Cantina, soffitta, box, il mobile che scotta, il piano senza ascensore, il cortile dove il furgone non entra: ogni informazione data prima è un imprevisto in meno dopo.
  • Prepara il condominio. Avvisa l’amministratore e i vicini, verifica se serve occupare un tratto di cortile. Un portone conteso all’ultimo momento può costare un’ora buona.
  • Concentra le decisioni in una persona. Un solo referente il giorno dello sgombero: chi deve chiamare tre parenti per ogni soprammobile trasforma una giornata in due.

E i tagli diversi da 80 mq?

La logica è la stessa, in scala. Un bilocale di 50 mq normalmente si chiude in mezza giornata o poco più; un attico di 120 mq con cantina può richiedere due giornate; ville e case indipendenti fanno storia a sé. In ogni caso i fattori decisivi restano quelli visti sopra: contenuto, piano, accesso. I metri quadri sono solo il punto di partenza del ragionamento, mai la conclusione.

La risposta precisa ce l’hai in un sopralluogo

Ricapitolando: un 80 mq standard si sgombera in una giornata, i casi complessi in due, e l’intera pratica si chiude in pochi giorni dal primo contatto. Ma il tuo appartamento non è “un caso standard”: è il tuo, con il suo contenuto, il suo piano e la sua via.

Per sapere esattamente quanto tempo serve nel tuo caso, e quanto costa, richiedi un sopralluogo gratuito: ne esci con una data, un tempo di esecuzione e un preventivo definitivo messi per iscritto. Così il rogito, la riconsegna o la ristrutturazione li pianifichi su certezze, non su speranze.

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